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Messaggio da albatros »

Secondo me è prematuro tentare di individuare inclinazioni e desideri prima dell'adolescenza, quando ancora la capacità di ragionamento astratto è limitata e le idee circa il futuro sono alquanto vaghe e confuse.
Già è elevatissimo il numero di ripensamenti al primo anno di università, figuriamoci alle elementari...
Il fatto che si propongano incentivi di tipo economico può spingere le famiglie in difficoltà a condizionare le scelte dei figli più di quanto dovrebbero, senza che peraltro, sempre dal mio punto di vista, questi abbiano sufficienti capacità di analisi e critiche per valutare quale sia la scelta migliore per loro.

I test psico attitudinali, anche se ben fatti, ti possono dare un'indicazione di quale siano gli orientamenti al momento, ma non è detto che un bambino, nel corso dell'adolescenza, non possa sviluppare interessi, capacità e inclinazioni che prima non aveva.

Inculcare a forza è un termine brutto, ovvero si dovrebbe cercare di venire incontro alle esigenze dei ragazzi e tentare di interessarli quanto più possibile, tuttavia ci sono molte materie che non si può fare a meno di insegnare in una scuola media, pena il rischio di avere dei cittadini non in grado di capire e analizzare il mondo che li circonda...

Diverso è già il caso della scuola superiore, dove occorrerebbe migliorare l'offerta formativa e qualificare maggiormente i corsi di studio professionalizzanti orientandoli maggiormente verso l'aspetto pratico.

Le metodologie didattiche oggi adottate a volte lasciano un po' perplesso anche me, ma non ho sufficiente conoscenza dell'argomento da poter esprimere un giudizio ponderato.

Concordo che manchi spesso un po' di senso pratico delle cose, sono anch'io dell'idea che molti ragazzi non sappiano sfruttare le (poche) conoscenze scientifiche acquisite nel corso delle superiori per comprendere fenomeni reali, tuttavia non ritengo che l'insegnamento scientifico debba rivolgersi primariamente alle applicazioni pratiche, pur certamente non escludendone la presentazione ogni volta possibile.

P.S.
Ah, dimenticavo: mi trovo pienamente d'accordo con chi ritiene necessario far ripetere un anno a chi manifesti gravi lacune nella sua preparazione.
Quando ho fatto il liceo un anno fu rimandato a settembre oltre il 75% della classe.
E' vero che in tre mesi non ci si fa a recuperare quanto fatto in un anno, ma:
1) non è vero sempre, perché se per tre mesi uno si dedica a una o due materie con assiduità qualcosa lo impara
2) uno è comunque spronato a studiare di più nel corso dell'anno se non vuole ripeterlo o non vuole passare l'estate chino sui libri

Mario Vanoni
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Messaggio da Mario Vanoni »

Leggete l'articolo visto su ZioBudda

Maria Montessori dietro Google, Amazon e Wikipedia?

http://www.giurdanella.it/7979/index.html

Mario Vanoni

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Messaggio da albatros »

Tanto di cappello per Maria Montessori, nessun dubbio circa l'opportunità di assecondare il bambino nelle sue esigenze e nel valorizzare e promuovere i suoi interessi, però la scuola e la società sono cambiate molto dai suoi tempi.
Fra l'altro il suo metodo era rivolto soprattutto ai bambini e in principio a quelli con problemi psichici, mentre qui stiamo parlando soprattutto di scuole medie/superiori...
Noi alle elementari studiavamo un'ora o due al giorno a scuola e un'ora a casa, il resto del tempo lo passavamo a disegnare e a giocare (molto spesso all'aria aperta), siamo arrivati alle medie un po' meno preparati di altri ragazzi provenienti da altre scuole, ma abbiamo recuperato molto presto ed abbiamo trascorso una infanzia felice, senza poi avere problemi di rilievo né alle medie né alle superiori...

Forse non sono stato chiaro, sono contrario anch'io a programmi rigidi e a eccessive forzature verso i ragazzi, ma entro certi limiti: ci sono comunque delle nozioni di base e quel minimo di capacità di analisi che ogni cittadino dovrebbe possedere, pena l'incapacità di esercitare in maniera consapevole il suo ruolo nella vita sociale e democratica del paese come persona in grado di far valere i propri diritti e riconoscere i propri doveri...

Sul quanto e sul come insegnare nel dettaglio lascio la parola ad altri più competenti di me, ma si va sempre più delineando ed acutizzando un serio problema nella qualità dell'istruzione scolastica al quale urge porre rimedio nel minor tempo possibile in relazione ai risultati che si vorrebbero raggiungere...

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Messaggio da aschenaz »

Forse però ho dato l'impressione di essere troppo categorico...

Con il fatto di indirizzare i bambini fin dalle medie (non dalle elementari che dovrebbero essere uguali per tutti) non intendo che in una scuola si fa solo matematica, in un'altra solo scienze e così via... Io ipotizzerei una distinzione che, più o meno, rispecchi quella delle scuole superiori...

Faccio un esempio: chi ha intenzione di studiare musica seriamente, deve cominciare molto presto, altrimenti col cavolo che l'impara uno strumento. Ecco, io penso che la stessa attenzione che si riserva allo studio della musica dovrebbe essere rivolta alle stesse branche dello scibile, specialmente quelle che implicano una forte influenza sociale, quali possono essere, ad esempio, la medicina, l'ingegneria...

Chi di voi si fiderebbe a farsi curare da un medico neo-laureato?

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Messaggio da Mario Vanoni »

albatros ha scritto:Tanto di cappello per Maria Montessori, nessun dubbio circa l'opportunità di assecondare il bambino nelle sue esigenze e nel valorizzare e promuovere i suoi interessi, però la scuola e la società sono cambiate molto dai suoi tempi.
Sei dispersivo, ed i risultati ottenuti da Larry Page e co.
provano che Maria Montessori ha ragione.

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Messaggio da aschenaz »

puzuma ha scritto:E poi se al bambino non inculchi una cultura completa come caspita fai a capire qual'è la sua inclinazione ?
Come ho detto sopra, le elementari dovrebbero essere omni-comprensive e dovrebbero essere fatte bene, ma bene bene. I maestri delle elementari dovrebbero avere attributi grandi quanto una casa e le metodologie dovrebbero essere rivedute a 360°.

Conoscete, ad esempio, il metodo Zoi (che molti adottano)? Date un'occhiata a questa pagina: http://www.impariamoascrivere.it/index. ... ina=teoria
Molti bambini delle elementari e delle medie queste cose le sanno a memoria. Poi non sanno usare la punteggiatura e hanno un lessico poverissimo (abituati agli sms).
IMHO, metodi come questi sono la negazione dell'istruzione.
la cultura scientifica non è affatto pragmatica, può avere molte applicazioni pratiche ma il buon scienziato non ha come primo obbiettivo il "fare" ma il "conoscere".
Ok, ma una buona chance al "conoscere per fare" la vuoi dare?
albatros ha scritto:non è detto che un bambino, nel corso dell'adolescenza, non possa sviluppare interessi, capacità e inclinazioni che prima non aveva.
No so, secondo me un buon psicologo può capire le inclinazioni di un bambino anche in età pre-scolare...

In ogni caso, a parte il fatto (già detto) che non dovrebbe essere un incanalamento imposto, il fatto determinante non è tanto quello di individuare senza errori l'inclinazione, quanto quello di specializzare la propria istruzione senza sprecare le proprie capacità in studi che, magari, non serviranno mai...

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Messaggio da Mario Vanoni »

ninobi ha scritto:[
Conoscete, ad esempio, il metodo Zoi (che molti adottano)? Date un'occhiata a questa pagina: http://www.impariamoascrivere.it/index. ... ina=teoria
Molti bambini delle elementari e delle medie queste cose le sanno a memoria. Poi non sanno usare la punteggiatura e hanno un lessico poverissimo (abituati agli sms).
IMHO, metodi come questi sono la negazione dell'istruzione.
Concordo, Alfio Zoi scrisse i suoi libri negli anni '70.

Mario Vanoni

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Messaggio da Paoletta »

Lo sbaglio del secolo è stato togliere di fatto la possibilità ai prof di bocciare e rinviare, tolto quello stimolo gli studenti vanno in classe con il lettore mp3.
parole sante; penso che l'abbiano fatto per impedire ai professori di dare lezioni private (di fatto esentasse) e per non pagare i giorni in più riservati all'esame a settembre; in questo modo essere bocciati è molto più difficile e nessuno studia più a dovere...

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Messaggio da albatros »

Mario Vanoni ha scritto:Sei dispersivo, ed i risultati ottenuti da Larry Page e co.
provano che Maria Montessori ha ragione.

Mario Vanoni
Scusa Mario, permettimi di osservare che questi risultati sono stati ottenuti nell'ambito di grandi aziende con persone già adulte e dotate in partenza di notevoli conoscenze, capacità ed entusiasmo...
Il contesto della scuola italiana mi pare piuttosto diverso.
Come già detto, non nego il valore e l'efficacia del metodo di Maria Montessori, ma non credo sia sempre e comunque la soluzione migliore o che non abbia quanto meno bisogno di modifiche ed aggiustamenti a seconda dei casi.

La scuola italiana non so se abbia davvero mai brillato, spesso la si è accusata in passato di non saper preparare adeguatamente all'esercizio di una professione senza peraltro neanche fornire in misura sufficiente quelle nozioni di base in altre materie ritenute a priori importanti, come l'italiano o la matematica, tuttavia almeno i licei ed alcuni istituti tecnici sembravano garantire una discreta cultura di base; quello che sta avvenendo invece in questi ultimi anni o che almeno più voci concordi fra loro segnalano è un progressivo ridursi delle capacità di analisi e del senso critico degli studenti, unito ad un cospicuo impoverimento culturale esteso più o meno a tutte le materie e a crescenti manifestazioni di mancanza di rispetto per gli altri e per sé stessi, talvolta sconfinanti in atti vandalici o in vere e proprie violenze.
Anni addietro la scuola era forse più rigida di oggi, d'accordo, aveva dei difetti, anche seri, ma la preparazione di uno studente alla fine delle superiori mi dicono fosse in media migliore rispetto a oggi; la domanda che mi pongo è: perché e che cosa possiamo fare per rimediare? In attesa che vengano individuate le cause di questo peggioramento, prenderei in considerazione anche l'ipotesi di ripristinare metodi che, pur con i loro limiti, dei risultati li avevano dati, come gli esami di riparazione a settembre.
ninobi ha scritto:Come ho detto sopra, le elementari dovrebbero essere omni-comprensive e dovrebbero essere fatte bene, ma bene bene
Come già detto sopra, almeno per mia esperienza personale non vedo la necessità di inondare il bambino di nozioni, mi limiterei allo stretto indispensabile e poi lo lascerei libero di esprimersi e di giocare...
Ma il mio è un parere personale che non ha alcuna pretesa di avere valore pedagogico...

Ho letto il link che hai fornito, ma non ho capito come si applichi nella pratica il metodo Zoi, comunque neanche a me, di primo acchito, dà una buona impressione, mi pare inutilmente artificioso e complicato.
No so, secondo me un buon psicologo può capire le inclinazioni di un bambino anche in età pre-scolare...
A me sembra un'ipotesi molto azzardata e destinata a produrre un'alta percentuale di errori, senza contare che, per essere efficace, schiere di psicologi dovrebbero mettersi a esaminare in maniera approfondita migliaia di alunni...
Questo non vuol dire che non si possa diversificare il percorso formativo delle scuole medie per venire incontro alle diverse inclinazioni del momento degli studenti.
E' vero, come ha osservato giustamente Mario, che si corre il rischio di essere dispersivi, nondimeno, con consistenti investimenti finanziari, una buona organizzazione dei piani di studio ed una adeguata preparazione dei docenti, io la vedo una strada praticabile.
In ogni caso, a parte il fatto (già detto) che non dovrebbe essere un incanalamento imposto, il fatto determinante non è tanto quello di individuare senza errori l'inclinazione, quanto quello di specializzare la propria istruzione senza sprecare le proprie capacità in studi che, magari, non serviranno mai...
Premesso che non vedo studi inutili alle scuole medie, si potrebbe, secondo me, bilanciare diversamente le ore dedicate ai vari corsi, cercare di interessare maggiormente gli studenti, consentire percorsi di studio più flessibili, tuttavia non vedo come un male la mancanza di specializzazione a livello di scuola media.
Sposo in parte le provocatorie affermazioni di Giovanni Papini nel suo scritto "Chiudiamo le scuole", nel senso che non credo sia la scuola l'unico luogo ove costruire e sviluppare la propria cultura, nondimeno sono numerosissimi ed evidenti gli esempi di persone che hanno seguito, con grandi sforzi, corsi di studi umanistici alle superiori e poi hanno intrapreso brillanti carriere in ambito scientifico, confermando, poi, se intervistati al riguardo, il loro giudizio positivo circa i loro studi classici e la loro indiretta utilità anche in altri settori dello scibile umano.

Ricordo con forte senso di condivisione le parole di un mio insegnante dei primi anni di liceo, per certi aspetti assai somigliante al professor Keating de L'attimo fuggente, che sosteneva che in realtà la scuola non fosse che una scusa, un pretesto per far crescere i ragazzi...

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Messaggio da Paoletta »

prenderei in considerazione anche l'ipotesi di ripristinare metodi che, pur con i loro limiti, dei risultati li avevano dati, come gli esami di riparazione a settembre
cosa che secondo me non verrà fatta per risparmiare; con il debito pubblico che abbiamo non ci possiamo permettere grandi spese e non sembra che il mondo politico (Fioroni a parte) si voglia occupare del problema; inoltre bisogna dire che , nonostante la situazione delle scuole pubbliche sia drammatica
c'è anche chi, per motivi elettorali, ha finanziato con le nostre tasse le scuole private, che sono in gran parte dei diplomifici (vedi ad es.
http://www.repubblica.it/2007/12/sezion ... -male.html
).
Date queste premesse si può prevedere a breve/medio termine un ulteriore peggioramento del sistema scolastico;

Mario Vanoni
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Messaggio da Mario Vanoni »

albatros ha scritto:
Mario Vanoni ha scritto:Sei dispersivo, ed i risultati ottenuti da Larry Page e co.
provano che Maria Montessori ha ragione.

Mario Vanoni
Scusa Mario, permettimi di osservare che questi risultati sono stati ottenuti nell'ambito di grandi aziende con persone già adulte e dotate in partenza di notevoli conoscenze, capacità ed entusiasmo...
Non al 100% vero, i fondatori di Google ai tempi erano studenti.

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Messaggio da albatros »

Non al 100% vero, i fondatori di Google ai tempi erano studenti.
Verissimo, ma non credo sia stato applicato a loro stessi il metodo Montessori, quanto alle persone che essi hanno successivamente assunto.
E la bontà del metodo è comprovata o almeno è in parte responsabile del successo dell'azienda, ma avere un buon dipendente non corrisponde esattamente a formare un buon cittadino, anche se non dubito che una persona soddisfatta del proprio lavoro, che vive in un ambiente stimolante e gratificante, non ne tragga notevoli benefici anche per la propria cultura e per vita sociale come cittadino.

In ogni caso, qui stiamo parlando dell'applicazione di tecniche e metodi di studio rivolti ad un gran numero di persone, i singoli casi hanno scarso peso, Fermi, Einstein o Faraday non hanno studiato né con il metodo Montessori, né con le metodologie moderne (Faraday è stato addirittura in larga parte autodidatta).

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Messaggio da Mario Vanoni »

albatros ha scritto:
Non al 100% vero, i fondatori di Google ai tempi erano studenti.
Verissimo, ma non credo sia stato applicato a loro stessi il metodo Montessori,
Non hai letto l'articolo citato su ZioBudda,
hanno frequentato scuole montessoriane!

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Messaggio da albatros »

Mario Vanoni ha scritto:Non hai letto l'articolo citato su ZioBudda,
hanno frequentato scuole montessoriane!
Gli avevo appena dato un'occhiata e in effetti hai perfettamente ragione, ti chiedo scusa... :oops:

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Messaggio da albatros »

Per quel che riguarda quanto da me fin qui argomentato, è doveroso da parte mia sottolineare che si tratta di impressioni e suggerimenti di un profano, di una persona che non conosce cioé realmente, se non per notizie e considerazioni riferite da terze parti, la realtà della scuola di oggi, che mi dicono piuttosto diversa da quella di appena 15 anni fa...
Ho espresso il mio parere e fatto delle mezze proposte, ma non so in realtà né quanto siano efficaci, né se in verità sia solo la scuola il problema di oggi, dove per problema intendo il fatto che da più parti mi viene riferita una sensibile diminuzione delle capacità di ragionamento e di profonde carenze culturali.
Se devo essere sincero, non credo che la situazione sia così drammatica e a tinte fosche come talvolta la si descrive, nondimeno, ritenendo di primaria importanza la capacità di una persona, di un cittadino, di pensare in maniera critica e razionale e di disporre di quel minimo di conoscenze sufficienti a sapersi muovere per approfondire e analizzare più in dettaglio in autonomia un dato problema o evento, mi preoccupo affinché quella che adesso è un'impressione più o meno percepita o una tendenza più o meno marcata non si trasformi e non degeneri in un sostanziale regresso culturale in senso lato.
Che sia migliore quel metodo di studio piuttosto che quell'altro lo lascio alla fine decidere a chi, con dati e statistiche alla mano che possano consentire dei confronti fra un metodo e l'altro, riuscirà a mettere in luce i pregi e l'efficacia di quel metodo rispetto agli altri, insieme agli eventuali, ma probabilmente inevitabil, limiti.
Diceva Newton: "It may be so, there's no arguing against facts and experiments".

Diverso è il discorso di quello che si vorrebbe avere dalla scuola e dal processo educativo dei ragazzi in generale, dove entrano in gioco aspettative, desideri ed esigenze diverse: non è detto che un orientamento sia inconciliabile con un altro, ma certo la didattica può cambiare notevolmente a seconda che si desideri maggiore creatività, maggiore capacità critica, maggiore disciplina, maggiori capacità pratiche da investire e utilizzare subito e così via.
Credo che ci debba essere un dibattito, un interessamento, un confronto a livello nazionale su quello che viene chiesto al sistema scolastico italiano, l'importante è che si superi questa fase di decadenza, di mediocrità, sempre ammesso che siano vere le impressioni che mi riferiscono e non siano il frutto di una psicosi o di una suggestione collettiva, possibilità dal mio punto di vista sempre più remota al crescere delle voci concordi con questa ipotesi del declino del sistema formativo italiano.

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