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Vivere con la GPL

Inviato: ven 4 nov 2005, 16:04
da DaNiMoTh
Liberamente tratto da http://www.nogood.it/prog/viewtopic.php?t=169
Ho letto l'articolo di RMS ( su Linux&C. ) riguardante la futura GPL v3.

Ora, ho un paio di domande:

Se io sviluppo software, e lo rilascio sotto GPL, ho due possibilità: posso rilasciarlo gratuitamente, in modo che tutti possano utilizzarlo e redistribuirlo ( e se contiente pezzi interessanti, non ci vorrà molto che mi rubino l`idea senza neanche spendere 3 parole per dirmi "Grazie JJD, davvero " ) attraverso vari strumenti ( tipo sourceforge ) in grado di garantirmi una certa collaborazione della comunità.
Ma posso anche farmi pagare. Non per cattiveria, ma per vedere gratificato il mio lavoro ( e soprattutto per mangiare, mi dispiace ma non sono nato ricco ). In questo caso però, dato la clausola della redistribuilità, non posso beneficiare dei contenuti della comunità, visto che sarei costretto a chiudere al "pubblico" il mio repository e a concedere assistenza solo a chi paga, dato che chiunque potrebbe redistribuire il mio progetto senza che io riceva una lira. Una specie di migrazione verso il Closed Source.

Ora, da come la vedo io Microsoft ha ragione. Non si vive di solo OpenSource.

Credo che mi si possa portare come esempio RedHat: Ma, come voi ben sapete, non è una vera GPL quella sottocui è rilasciata la distribuizione. La licenza si trova qua: http://www.redhat.com/licenses/rhel_us_3.html e, nonostante comprenda totalmente codice sotto GPL, può permettersi di denunciare le riviste a cui viene allegato il DVD di RedHat per alcuni espedienti sulla legge sul trademark. Insomma, è costretta ad usare espedienti per ovviare a mancanze nella GPL.

Cosa dovrei fare? Registrare il trademark del mio prodotto? Ottimo, così basterebbe copiare solo il 99% del mio programma, ovviamente non usando il mio marchio, per essere in regola.

Perpiacere, ora sbugiardatemi.

Inviato: ven 4 nov 2005, 16:44
da zzt
Secondo me bisogna vedere tutto su scala molto più grande.
Se il tuo problema è che scrivi codice che non verrà mai pagato, allora la GPL ti darà molti problemi...
Ma se tu scrivi qualcosa, che interessa a chi e disposto a pagere dei soldi per averlo, vedreai che i soldi arriveranno.
Il software, in quanto informazione, non è necessariamente da considerare come un prodotto, ma come un servizio. Quello che deve essere pagato non è il programma in sè, ma quello che il programma ti permette di fare.
Per ritornare sulla terra, dopo la filosofia, ti faccio un esempio.

Tu scrivi il web server più figo del mondo e lo rilasci sotto licenza GPL. In questo modo chiunque può prendersi i sorgenti, compilarseli ed utilizzare la tua creazione senza darti una lira. Le aziende di un certo livello però non hanno tempo e risorse per avere una persona che di lavoro prenda il tuo web server lo compilii e magari corregga qualche bug, quindi si affidano a un qualche distributore che fornisce questi servizi, pagandolo profumatamente. Il distributore a sua volta sa che vende un servizio grazie al lavoro che tu fai e siccome le aziende gli richiedono sempre nuove features viene da te a chidertele. Tu ti farai pagare per quello che fai sul tuo software .

Se sei uno che ha molto spirito imprenditoriale puoi pensare di tirare su un'azienda su questo meccanismo e saltare il passaggio della distribuzione per fare tanti bei soldini.

I problemi sono due:
- devi scrivere qualcosa di veramente utile per chi ha soldi da spendere
- devi essere molto bravo a farlo, in modo che nessuno ti scavalchi, prendendo il tuo codice, perchè è più bravo di te.

Effettivamente se devo pagare qualcuno che faccia qualcosa per me deve rientrare in tutte e due le categorie. Nessuno doverebbe pagare per software scadente... anche se la realtà non è decisamente così!

Chi scrive piccoli programmi, continuerà sempre a farlo per il puro piacere che gli da e probabilmente non ci caverà mai una lira.

In fine c'è la terza strada, quella di Linus Torvalds, che è diventato ricco per gratitudine... ma quella è un altra storia.

Inviato: ven 4 nov 2005, 21:42
da DaNiMoTh
zzt ha scritto:
Ma se tu scrivi qualcosa, che interessa a chi e disposto a pagere dei soldi per averlo, vedreai che i soldi arriveranno.
Il software, in quanto informazione, non è necessariamente da considerare come un prodotto, ma come un servizio. Quello che deve essere pagato non è il programma in sè, ma quello che il programma ti permette di fare.

Queste sono considerazioni teoriche; il mio discorso è prettamente pratico.
Se una persona si mette a competere con me, sfruttando i miei stessi mezzi, mi può togliere del mercato ( questa persona non deve sostenere costi di sviluppo, non deve pagare i programmatori e quindi può offrire gli identici servizi ad un prezzo minore, se non nullo). Questo mancato guadagno mi spinge a rallentare il ritmo di lavoro, via via fino a quando sarò costretto a chiudere.
Io sono apertissimo al mercato, mi piace la concorrenza perchè credo stimoli di più; però bisogna competere con l'innovazione, non con i nostri strumenti.
Grande pecca della libertà numero 2: aiuta il prossimo, sì, ma danneggia me produttore.

Citazione:
Per ritornare sulla terra, dopo la filosofia, ti faccio un esempio.

Tu scrivi il web server più figo del mondo e lo rilasci sotto licenza GPL. In questo modo chiunque può prendersi i sorgenti, compilarseli ed utilizzare la tua creazione senza darti una lira. Le aziende di un certo livello però non hanno tempo e risorse per avere una persona che di lavoro prenda il tuo web server lo compilii e magari corregga qualche bug, quindi si affidano a un qualche distributore che fornisce questi servizi, pagandolo profumatamente. Il distributore a sua volta sa che vende un servizio grazie al lavoro che tu fai e siccome le aziende gli richiedono sempre nuove features viene da te a chidertele. Tu ti farai pagare per quello che fai sul tuo software .


Si ma dimentichi un particolare importante: che per realizzare il server web più figo al mondo, servono dei fondi, altrimenti sarà un lavoro saltuario, con delle pecche, e non avrò il tempo per aggiornarlo visto che per pagarmi da mangiare devo fare un lavoro alternativo.
E non è detto che il distributore venga da me a chiedere le modifiche... e se gliele facessi, magari gli fari spendere 30 euro, rilascio le patch sotto GPL. Questo distributore le rivende a 70 euro per ogni cliente: così ho un mancato guadagno di 40 euro per ogni cliente che il distributore ha. In pratica, lavoro gratis.

Citazione:
Se sei uno che ha molto spirito imprenditoriale puoi pensare di tirare su un'azienda su questo meccanismo e saltare il passaggio della distribuzione per fare tanti bei soldini.

Sempre lo stesso discorso: in questo modo mancano i fondi per partire. Se io quel webserver lo rilasciassi sotto un'altra licenza che mi permette la distribuzione in esclusiva, i primi soldi che prendo mi serviranno per aumentare il mio ritmo di lavoro, per pagare altri programmatori e così via. Se sono solo io a svilupparlo... beh... credo che vedere il primo bonifico in banca sia di "sprono" a lavorare sempre meglio. Insomma, non ci vedo lati negativi.. mentre lavorare gratis mi pare, un pò, senza fine: dopo un pò impigrisce.

Citazione:
I problemi sono due:
- devi scrivere qualcosa di veramente utile per chi ha soldi da spendere
- devi essere molto bravo a farlo, in modo che nessuno ti scavalchi, prendendo il tuo codice, perchè è più bravo di te.

Io non sono nessuno, il mio codice è il peggiore di tutti. Per questo io non voglio assolutamente perdere quello strumento che è la comunità. Però non vorrei che la comunità prendesse il sopravvento, perchè in fondo il progetto l'ho ideato io.

Citazione:
Effettivamente se devo pagare qualcuno che faccia qualcosa per me deve rientrare in tutte e due le categorie. Nessuno doverebbe pagare per software scadente... anche se la realtà non è decisamente così!

C'è una netta differenza fra software "scadente" e software "migliorabile"... credo che qualsiasi OpenSource sia della seconda categoria. Ma, per software commerciali, non vedo i benefici della libertà 2.

Citazione:
Chi scrive piccoli programmi, continuerà sempre a farlo per il puro piacere che gli da e probabilmente non ci caverà mai una lira.

Sì, sono il primo che pubblica gli script addirittura _senza licenza_ , perchè lo considero un dono alla comunità. Ma son lavori piccoli... non lavori dove ci vuole impegno, serietà e costanza.

Citazione:
In fine c'è la terza strada, quella di Linus Torvalds, che è diventato ricco per gratitudine... ma quella è un altra storia.

Le eccezioni ci sono sempre Wink