omicidio fortugno
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- touchstyle
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Che detto in altre parole significa:
"Gli Italiani sono tutti mafiosi."
Io rispondo di no, alcuni italiani sono mafiosi e la lotta contro la mafia deve partire dalle istituzioni e anche dal governo, informati sul decreto di legge che vogliono far passare e poi ritorna a dire "Penso che l'Italia la facciano gli italiani, non il governo"... Informati sulla recente battaglia di don Ciotti e poi ritorna a dire quella frase. La lotta alla mafia non può essere fatta solo con una manifestazione di poveri studenti che credono veramente nella cosa che stanno facendo, anche con un po' di ingenuità sana. E Pisanu non mi venga a dire che lo Stato in Calabria esiste, perché lo Stato in molte zonedel Sud NON ESISTE, o mi spieghi la ventina di omicidi a Locri nell'ultimo anno (se ben ricordo i numeri)
"Gli Italiani sono tutti mafiosi."
Io rispondo di no, alcuni italiani sono mafiosi e la lotta contro la mafia deve partire dalle istituzioni e anche dal governo, informati sul decreto di legge che vogliono far passare e poi ritorna a dire "Penso che l'Italia la facciano gli italiani, non il governo"... Informati sulla recente battaglia di don Ciotti e poi ritorna a dire quella frase. La lotta alla mafia non può essere fatta solo con una manifestazione di poveri studenti che credono veramente nella cosa che stanno facendo, anche con un po' di ingenuità sana. E Pisanu non mi venga a dire che lo Stato in Calabria esiste, perché lo Stato in molte zonedel Sud NON ESISTE, o mi spieghi la ventina di omicidi a Locri nell'ultimo anno (se ben ricordo i numeri)
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Sono parole tue, non mie.Che detto in altre parole significa:
"Gli Italiani sono tutti mafiosi."
Ribadisco: l'Italia la fanno gli italiani, non Pisanu, non D'Onofrio e tantomeno De Gennaro e Gottardo.
Ciampi si è rivolto agli italiani, ed ha chiesto a loro di reagire, non alle istituzioni, perchè quelle sono sempre uno specchio di come siamo noi, compresi TU ed IO.
Se a Locri continuano a sparare, chi spara è un italiano come me e te, che è stato educato a non credere alle istituzioni, che chiama "SBIRRI" le forze dell'ordine, che chiama "Buscetta" chi si ribella all'usura. Chi li aveva scavati i tunnel per i latitanti? Pisanu?
Finchè non arriveremo a capire che anche siamo noi i veri "responsabili" di come vanno le cose sarà molto difficile reagire.
Con stima,
Touch.
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Mi spiace, touch, fai del qualunquismo.
La lotta alla mafia non può affidarsi a dei cittadini onesti che molto spesso fanno gli eroi. Io ho visto negli studenti di Locri che manifestavano una grande rabbia, grandissimo senso civico e grande rassegnazione. Tu vieni dal Veneto, è facile parlare e scaricare la colpa a me e te. Vai a Locri, vai a Scampia e ne riparliamo. La mafia prolifera là dove lo Stato e le sue istituzioni latitano. E' bello poter dire che io, povero cristo, sono un omertoso e che se la mafia colpisce è colpa mia che non parlo, ma non va così il mondo. Chi si ribella e parla è un eroe, ma non è con gli eroi che si sconfigge questo male dell'Italia. I più grandi passi nella lotta alla mafia sono stati fatti con le leggi; Falcone, Borsellino, don Puglisi sono morti e hanno contribuito con la loro morte, ma senza il 41 bis (o come si chiama lui) e senza le leggi che iscrivono l'associazione mafiosa fra i reati non saremmo andati da nessuna parte. Devi sapere che fino agli anni 60 essere un mafioso non era reato, uccidere, estorcere, rapinare erano reati, ma essere mafioso no. Bellissime parole, il senso civico viene da noi, ma cosa diresti tu quando ti vedi tre schiaffi in faccia (giustissimi per carità perché non hai il casco) da un carbiniere che due minuti dopo apre la portiera della macchina al mafioso di turno, che si può chiamare don Bruno o don Riina. Non criminalizzo nemmeno il povero carabiniere, povero cristo come me e te, ma dire che lo STato non c'entra...
La lotta alla mafia non può affidarsi a dei cittadini onesti che molto spesso fanno gli eroi. Io ho visto negli studenti di Locri che manifestavano una grande rabbia, grandissimo senso civico e grande rassegnazione. Tu vieni dal Veneto, è facile parlare e scaricare la colpa a me e te. Vai a Locri, vai a Scampia e ne riparliamo. La mafia prolifera là dove lo Stato e le sue istituzioni latitano. E' bello poter dire che io, povero cristo, sono un omertoso e che se la mafia colpisce è colpa mia che non parlo, ma non va così il mondo. Chi si ribella e parla è un eroe, ma non è con gli eroi che si sconfigge questo male dell'Italia. I più grandi passi nella lotta alla mafia sono stati fatti con le leggi; Falcone, Borsellino, don Puglisi sono morti e hanno contribuito con la loro morte, ma senza il 41 bis (o come si chiama lui) e senza le leggi che iscrivono l'associazione mafiosa fra i reati non saremmo andati da nessuna parte. Devi sapere che fino agli anni 60 essere un mafioso non era reato, uccidere, estorcere, rapinare erano reati, ma essere mafioso no. Bellissime parole, il senso civico viene da noi, ma cosa diresti tu quando ti vedi tre schiaffi in faccia (giustissimi per carità perché non hai il casco) da un carbiniere che due minuti dopo apre la portiera della macchina al mafioso di turno, che si può chiamare don Bruno o don Riina. Non criminalizzo nemmeno il povero carabiniere, povero cristo come me e te, ma dire che lo STato non c'entra...
- Paoletta
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elettronicha hai ragione, lo Stato c'entra e come, anche se devo dire che una certa mentalità favorisce l'attecchirsi di gruppi mafiosi; ma d'altra parte, se uno prova a ribellarsi finisce come Fortugno. Anche per me Pisanu ha sbagliato molto a dire che lì lo Stato c'è...dov'è???
Se ci fosse non ci sarebbero così tanti omicidi...per me si dovrebbero inasprire le leggi contro mafiosi...e queste dovrebbero essere fatte rispettare duramente. Infatti che senso ha una legge se poi non la si applica?
P.S. finchè in Calabria la Regione era amministrata dal Centro Destra, queste cose non succedevano..ora c'è stato un cambio della guardia e succedono...a me questa cosa fa pensare...
Se ci fosse non ci sarebbero così tanti omicidi...per me si dovrebbero inasprire le leggi contro mafiosi...e queste dovrebbero essere fatte rispettare duramente. Infatti che senso ha una legge se poi non la si applica?
P.S. finchè in Calabria la Regione era amministrata dal Centro Destra, queste cose non succedevano..ora c'è stato un cambio della guardia e succedono...a me questa cosa fa pensare...
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samiel
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A me fa pensare a una "pax mafiosa". Così come faccio fatica a credere.S. finchè in Calabria la Regione era amministrata dal Centro Destra, queste cose non succedevano..ora c'è stato un cambio della guardia e succedono...a me questa cosa fa pensare..
che la mafia non c'entri nel pienone di collegi che ha fatto la Destra in Sicilia
alle ultime politiche. Con questo non intendo assolutamente affermare
che tutti i deputati sono dei mafiosi. Ma è evidente, mi pare, che senza
un tacito "placet" della mafia quelle elezioni avrebbero avuto esiti diversi.
M.
la mafia si puo combattere in un unico modo 1) mettendo in carcere i parenti (figli, mogli,sorelle,padri,madri) dei mafiosi e nel non rilasciarli finquando non abbiano aiutato i magistrati a prenderli ed comunque fino a quel momento si beccano il carcere duro solo per la colpa di essere "parenti" di un mafioso .
2) esecuzione diretta (senza processo ) del mafioso cosi catturato nella pubblica piazza del paese dove operava,e quindi davanti ai membri della cosca di appartenenza .
3) liste di prescrizione per i mafiosi
sono questi i comportamenti che lo stato deve adottare per vincere questa battaglia
lo so sono comportamenti che vanno contro qualsiasi legge e diritto civile ed umano che l'umanita abbia ealaborato dal 1800 (beccaria dei delitti e delle pene )
ad oggi, ma il fenomeno è oramai talmente generalizzato che allo stato è rimasta solo la strada "dura" per vincere
almeno cosi la vedo io .
2) esecuzione diretta (senza processo ) del mafioso cosi catturato nella pubblica piazza del paese dove operava,e quindi davanti ai membri della cosca di appartenenza .
3) liste di prescrizione per i mafiosi
sono questi i comportamenti che lo stato deve adottare per vincere questa battaglia
lo so sono comportamenti che vanno contro qualsiasi legge e diritto civile ed umano che l'umanita abbia ealaborato dal 1800 (beccaria dei delitti e delle pene )
ad oggi, ma il fenomeno è oramai talmente generalizzato che allo stato è rimasta solo la strada "dura" per vincere
almeno cosi la vedo io .
anche per lo stato la vendetta dovrebbe diventare una cosa seria sopratutto quando gli fanno fuori uomini validi come il generale Dalla Chiesa , Falcone, Boresellino e tanti tanti altri (la lista potrebbe andare avanti a non finire )
che si stavano adoperndo per un paese migliore.
purtroppo oramai il fenomeno è entrato a far parte dello stato stesso ed è anche per questo motivo che tale lotta diventa sempre piu difficile .
che si stavano adoperndo per un paese migliore.
purtroppo oramai il fenomeno è entrato a far parte dello stato stesso ed è anche per questo motivo che tale lotta diventa sempre piu difficile .
- aschenaz
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Vi interessa l'opinione di un reggino DOC? No? Bene ve la esprimo lo stesso
Cercherò di essere il più breve possibile...
Per comprendere appieno il problema della criminalità organizzata nel Meridione (e non solo), bisogna tornare un po' indietro nel tempo, ma non troppo. Dimenticati i fasti dell'antichità, per cui si meritò l'appellativo di Megale Hellas (Magna Grecia), dalla caduta dell'Impero Romano in poi questa terra vide un susseguirsi di dominazioni, invasioni, scorrerie, saccheggi che, generazionalmente, fecero insorgere nella mentalità comune un senso di instabilità, di assenza dello Stato, di impotenza nei confronti degli assalitori... Da questo (ma non solo), nacque il concetto dell'antistato (o di succedaneo di stato): in comunità circoscritte, specialmente, si cominciò a rivolgersi alla famiglia leader, al padrino, per appianere le divergenze, per risolvere i propri problemi e ci si abituò a considerare quelle persone come una specie di polizia... In un primo momento, visti i risultati, poteva anche essere considerato quasi un fenomeno positivo e non era raro incontrare il padrino illuminato! Tutto ciò ebbe un perché finquando lo Stato continuò ad ignorare il fenomeno, perseverando nella sua assenza. Oltrettutto, fino a d un certo momento, la manifestazione più eclatante del substrato mafioso era il cosiddetto sfregio in faccia, che si riservava a chi sgarrrava di brutto. Poi venne lo Stato forte, presente ed autoritario: arrivarono le camicie nere! Una legge fascista acuì esponenzialmente la pena per chi effettuava lo sfregio, parificandolo quasi all'omicidio. Così, visto che uno sfregiato poteva denunciare, si passò senza indugi all'omicidio e cominciò il bagno di sangue... Dal dopoguerra in poi, si ebbe la triste storia delle collusioni politiche, che vanificò qualsiasi sforzo le forze dell'ordine potessero (o volessero?) fare. E da allora si ebbe la costante dimostrazione che quella gente può fare il buono e il cattivo tempo e che se pace ci debba essere, può essere solo stabilita da loro stessi.
Cosa può fare la gente?
Vi posso assicurare che è facile dire: "Bisogna ribellarsi". Cosa significa? Forse andare a fare i cortei? Si quelli servono, ma solo per l'opinione pubblica. Qui esistono diverse realtà sociali: quello della criminalità organizzata è un substrato assolutamente minoritario; poi ci sono i mezziuomini, i collusi (che, secondo me, sono peggiori dei primi, i tipici sepolcri imbiancati); poi ci sono gli imprenditori, che sono le vere vittime e, infine, c'è la stragrande maggioranza, la gente comune, fatta di impiegati, dipendenti in genere, studenti, casalinghe. Per questi ultimi, l'approccio con la criminalità è lo stesso di quello del resto d'Italia: solo ed esclusivamente attraverso i media! E allora, dài coi cortei e le lenzuola bianche! Ma sai che risultati? E gli imprenditori? Dovrebbero ribellarsi al pizzo? Certo che dovrebbero! Ma non tutti sono eroi. Chi di voi, sapendo che possono andarci di mezzo mogli, mariti, figli, sarebbe disposto a fare l'eroe? Personalmente, non mi importerebbe niente di me stesso, ma non posso neanche pensare di mettere in pericolo la mia famiglia...
E allora, che fare?
Non è semplice, ma è lo Stato che deve svolgere il ruolo principale: deve dare assoluta assistenza a chi intende ribellarsi (ora, vi assicuro, non è così...), deve dimostrare la sua presenza e non con quella pagliacciata (che altro non è) delle guardie di quartiere (che tra l'altro son diventate rare come le mosche bianche...), deve spezzare le gambe a quella gente, colpendola là dove è più sensibile, negli interessi finanziari, negli appalti, nei beni immobili. Pena di morte? Ma non mi fate ridere! A parte ogni sacrosanta convinzione etica e religiosa, che risultati hanno negli USA con la pena di morte? Che così si incrementa il numero così irrisorio di circa 11000 morti ammazzati l'anno!
Qualche altra parola la vorrei spendere per la mia città. La diffidenza nei confronti dello stato qui ha un'altra ragione d'esistere: qui lo Stato ha dimostrato il suo intervento deciso! Si, ma quando e contro chi? Quando la gente comune, a torto o a ragione, è scesa nelle piazze per dimostrare contro una vera e propria defraudazione politica: quella del capoluogo di regione! Lasciando perdere l'orgoglio ed ogni altro sentimento (seppur legittimo), quella scelta ha portato tanto male alla nostra città: bastasse solo l'abbandono in cui è caduta o i posti di lavoro che si son persi (essendo la città più popolosa della Calabria, sarebbe stato logico mantenerci tutti gli uffici regionali; invece, così, schiere di persone sono state costrette ad una vita di pendolarismo estremo...)! Lo Stato, allora (erano i primi anni 70 e io ero solo un bambino), venne coi carriarmati e le bombe lacrimogene e fece anche delle vittime...
Comunque, la finisco qui, altrimenti rischio di essere veramente prolisso.
Ciao,
nino
Cercherò di essere il più breve possibile...
Per comprendere appieno il problema della criminalità organizzata nel Meridione (e non solo), bisogna tornare un po' indietro nel tempo, ma non troppo. Dimenticati i fasti dell'antichità, per cui si meritò l'appellativo di Megale Hellas (Magna Grecia), dalla caduta dell'Impero Romano in poi questa terra vide un susseguirsi di dominazioni, invasioni, scorrerie, saccheggi che, generazionalmente, fecero insorgere nella mentalità comune un senso di instabilità, di assenza dello Stato, di impotenza nei confronti degli assalitori... Da questo (ma non solo), nacque il concetto dell'antistato (o di succedaneo di stato): in comunità circoscritte, specialmente, si cominciò a rivolgersi alla famiglia leader, al padrino, per appianere le divergenze, per risolvere i propri problemi e ci si abituò a considerare quelle persone come una specie di polizia... In un primo momento, visti i risultati, poteva anche essere considerato quasi un fenomeno positivo e non era raro incontrare il padrino illuminato! Tutto ciò ebbe un perché finquando lo Stato continuò ad ignorare il fenomeno, perseverando nella sua assenza. Oltrettutto, fino a d un certo momento, la manifestazione più eclatante del substrato mafioso era il cosiddetto sfregio in faccia, che si riservava a chi sgarrrava di brutto. Poi venne lo Stato forte, presente ed autoritario: arrivarono le camicie nere! Una legge fascista acuì esponenzialmente la pena per chi effettuava lo sfregio, parificandolo quasi all'omicidio. Così, visto che uno sfregiato poteva denunciare, si passò senza indugi all'omicidio e cominciò il bagno di sangue... Dal dopoguerra in poi, si ebbe la triste storia delle collusioni politiche, che vanificò qualsiasi sforzo le forze dell'ordine potessero (o volessero?) fare. E da allora si ebbe la costante dimostrazione che quella gente può fare il buono e il cattivo tempo e che se pace ci debba essere, può essere solo stabilita da loro stessi.
Cosa può fare la gente?
Vi posso assicurare che è facile dire: "Bisogna ribellarsi". Cosa significa? Forse andare a fare i cortei? Si quelli servono, ma solo per l'opinione pubblica. Qui esistono diverse realtà sociali: quello della criminalità organizzata è un substrato assolutamente minoritario; poi ci sono i mezziuomini, i collusi (che, secondo me, sono peggiori dei primi, i tipici sepolcri imbiancati); poi ci sono gli imprenditori, che sono le vere vittime e, infine, c'è la stragrande maggioranza, la gente comune, fatta di impiegati, dipendenti in genere, studenti, casalinghe. Per questi ultimi, l'approccio con la criminalità è lo stesso di quello del resto d'Italia: solo ed esclusivamente attraverso i media! E allora, dài coi cortei e le lenzuola bianche! Ma sai che risultati? E gli imprenditori? Dovrebbero ribellarsi al pizzo? Certo che dovrebbero! Ma non tutti sono eroi. Chi di voi, sapendo che possono andarci di mezzo mogli, mariti, figli, sarebbe disposto a fare l'eroe? Personalmente, non mi importerebbe niente di me stesso, ma non posso neanche pensare di mettere in pericolo la mia famiglia...
E allora, che fare?
Non è semplice, ma è lo Stato che deve svolgere il ruolo principale: deve dare assoluta assistenza a chi intende ribellarsi (ora, vi assicuro, non è così...), deve dimostrare la sua presenza e non con quella pagliacciata (che altro non è) delle guardie di quartiere (che tra l'altro son diventate rare come le mosche bianche...), deve spezzare le gambe a quella gente, colpendola là dove è più sensibile, negli interessi finanziari, negli appalti, nei beni immobili. Pena di morte? Ma non mi fate ridere! A parte ogni sacrosanta convinzione etica e religiosa, che risultati hanno negli USA con la pena di morte? Che così si incrementa il numero così irrisorio di circa 11000 morti ammazzati l'anno!
Qualche altra parola la vorrei spendere per la mia città. La diffidenza nei confronti dello stato qui ha un'altra ragione d'esistere: qui lo Stato ha dimostrato il suo intervento deciso! Si, ma quando e contro chi? Quando la gente comune, a torto o a ragione, è scesa nelle piazze per dimostrare contro una vera e propria defraudazione politica: quella del capoluogo di regione! Lasciando perdere l'orgoglio ed ogni altro sentimento (seppur legittimo), quella scelta ha portato tanto male alla nostra città: bastasse solo l'abbandono in cui è caduta o i posti di lavoro che si son persi (essendo la città più popolosa della Calabria, sarebbe stato logico mantenerci tutti gli uffici regionali; invece, così, schiere di persone sono state costrette ad una vita di pendolarismo estremo...)! Lo Stato, allora (erano i primi anni 70 e io ero solo un bambino), venne coi carriarmati e le bombe lacrimogene e fece anche delle vittime...
Comunque, la finisco qui, altrimenti rischio di essere veramente prolisso.
Ciao,
nino
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In effetti anche io ritengo che sia dovere delle istituzioni affrontare adeguatamente il problema. Sono d'accordo con chi dice che quello dell'eroe non può essere il ruolo di ogni persona che si trovi a contatto con la criminalità. Purtroppo è proprio la sostituzione dello stato a definire la forza di certe criminalità definite organizzate. Al di là dell'omicidio in questione: vi ricordate quando a Napoli i commercianti di un mercato rionale addirittura scioperarono contro la criminalità (!!!) per il rincaro dei pizzi e delle tangenti per ottenere il posto per il banco al mercato? In pratica io, tu e altri paghiamo le tasse allo stato, loro lo facevano con la criminalità! Questo è un esempio pratico di come sia l'effettiva latitanza dello stato a causare la crescita e lo strutturarsi dei fenomeni di criminalità. Purtroppo lo stato italiano scompare nei luoghi dove più c'è bisogno della sua presenza. Ora le cose sembrano tre:
1) Lo stato ha paura della criminalità organizzata che oramai si è troppo strutturata e radicata nel paese per poter essere affrontata (anche con l'esercito?)
2) Lo stato se ne fotte dei suoi cittadini
3)Lo stato trae interesse e beneficio dalla presenza oramai centenaria di tali forme di criminalità
che devo dire...scegliete voi....
M.
1) Lo stato ha paura della criminalità organizzata che oramai si è troppo strutturata e radicata nel paese per poter essere affrontata (anche con l'esercito?)
2) Lo stato se ne fotte dei suoi cittadini
3)Lo stato trae interesse e beneficio dalla presenza oramai centenaria di tali forme di criminalità
che devo dire...scegliete voi....
M.